Il quotidiano genovese "IL SECOLO XIX" che non perde colpo per mettere in cattiva luce l'UDC, oggi pubblica un articolo dal titolo emblematico che suona presso a poco così: UDC Gente che viene, gente che va.giovedì 18 dicembre 2008
UDC. Ma non è un postribolo !
Il quotidiano genovese "IL SECOLO XIX" che non perde colpo per mettere in cattiva luce l'UDC, oggi pubblica un articolo dal titolo emblematico che suona presso a poco così: UDC Gente che viene, gente che va.martedì 16 dicembre 2008
ABRUZZO. L'UDC PERDE VOTI E NON SE NE ACCORGE
Parto dal dato numerico percentuale che – ovviamente – non risente del calo dei votanti. I dati sono ricavati dal sito ufficiale del Ministero degli Interni

I Consiglieri Regionali nel 2005 erano in totale 4 ( 3 dell’UDC ed 1 dell’UDEUR), adesso sono diventati 2.
Così, a naso, mi pare che l'UDC abbia preso una bella bagnata.
L’aggregazione UDC-UDEUR a perso 2 consiglieri.
Che tutto questo debba essere imputato al destino cinico e baro dello sciacallaggio politico mi pare alquanto improbabile.
Così come mi pare improbabile che tutto ciò dipenda dal sistema bipolare che di fatto si sarebbe affermato nel Paese; ma se così fosse sarebbe opportuno che l'UDC ne traesse le conclusioni politiche del caso.
lunedì 8 dicembre 2008
GENOVA. DECLINO DI UNA CITTA'

Tale indagine non fa che confermare il declino della città e del comprensorio genovese e che avevo già denunciato in passato (vedi blog del 18 maggio 2008)
Non ho nessuna intenzione di infierire ma per obiettività vorrei evidenziare come i centri di potere politico di Genova e dintorni siano stati in mano alla sinistra da perlomeno 20 anni. In Comune l’ultima maggioranza non di sinistra risale alla Giunta Campart (pessimo sindaco, peraltro), in Provincia si risale alla Giunta Mori (1985-1990), in Regione, tranne la parentesi Biasotti si risale – salvo errori – alla Giunta Gualco, giacché Mori fu Presidente con la sinistra. Non parliamo del porto che, salvo la parentesi D’Alessandro, è sempre stato terreno di potere incontrastato del PCI e dei suoi eredi.
In buona sostanza la Liguria ed il suo capoluogo, da anni, sono governate dalla sinistra e per giunta da quella più burocratizzata e conservatrice che esista in Italia.
Credo che un esempio possa bastare: da circa vent’anni si discute sulla necessità di risolvere la situazione del nodo autostradale di Genova. Siamo ancora alla discussione; più fine, perché adesso il Comune pagherà un gruppo di esperti per organizzare il confronto con la cittadinanza sulle varie ipotesi di tracciato. L’importante è discutere in una sorte di pseudo democrazia partecipativa, la realizzazione verrà, quando non si sa.
Mi pare che sia essenziale comprendere che per risollevare le sorti della nostra città e della nostra Regione si debba rompere la presa della sinistra sul potere.
Per questo non condivido la tattica (o la strategia) di chi, provenendo da esperienze diverse da quelle del PCI-PDS-DS, ha costruito qui in Liguria, ed a Genova in particolare, il Partito Democratico: è stato un errore di cecità politica che ha rafforzato la presa sul potere della sinistra.
In altri termini, tutto ma proprio tutto, bisogna attuare per togliere acqua alla sinistra. Anche tappandosi il naso. Questa è la scelta strategica.
L’altra ipotesi è quella di accontentarsi della mediocrità della sinistra che governa Genova e la Liguria: in questo modo i rischi di sopravvivenza al comando sono garantiti, anche per coloro che stanno facendo i portatori d’acqua alla sinistra.
sabato 6 dicembre 2008
CARLO FELICE. CI COSTA TROPPO

Secondo le cifre pubblicate (ma sono confrontabili con quelle che appaiono sul sito www.carlofelice.it) i ricavi assommano a 31.851.300 euro. Il problema è che più dell’85 % dei ricavi dipendono da contributi di Enti pubblici, Sponsors e ministeriali (27.748.300 euro) e solo poco più del 10 % e costituito dall’’introito degli spettatori (3.378.000 euro).
Mentre sul totale dei costi ( 31.847.227 euro) il personale incide per il 61, 4 % (19.556.013 euro) e la realizzazione delle attività artistiche incidono per il 31 % (9.584.220 euro).
In buona sostanza se non ci fossero o contributi pubblici ecc. non si potrebbe, neppure pagare il personale ed allestire gli spettacoli.
Pur essendo convinto che la nostra città debba avere un buon livello di iniziative culturali – e fra queste rientra sicuramente anche l’opera lirica e la musica sinfonica, da camera ecc. – mi chiedo se sia possibile sostenere costi di questo genere oppure non si debba operare per una diversa e migliore gestione economica del Teatro comunale dell’Opera che non sia dipendente – a questi livelli – dalle contribuzioni della mano pubblica.
domenica 30 novembre 2008
PD, QUANTI EQUIVOCI SULLA STRADA DEL PSE
Claudio Burlando, Presidente PD (ex DS, ex PDS, ex PCI) della Regione Liguria, entra nel dibattito e come riportato dall’Agenzia “IL VELINO” frena la Bresso, pur ammettendo la preferenza per lo sbocco nel Pse: “Se c’è qualcuno che firma il manifesto programmatico del Pse e qualcun altro che ne firma uno diverso siamo davanti a un bel problema”. Per questo, spiega “non servono adesioni personali. La collocazione europea del Pd deve essere decisa dagli organismi del partito. È ovvio che il nodo deve essere risolto tenendo presente che il Pd è nato sulla base di due diverse forze politiche, ma - conclude Burlando - la mia personale visione è che alla fine si debba entrare nell’alveo socialista. Se non avevo capito male era quello l’obiettivo...”.
Allora mi chiedo se questo era l’obiettivo del nuovo partito nato dalla fusione di DS con DL-La Margherita se per caso non avessi ragione quando diversi mesi orsono preconizzavo che la fine degli ex DL-La Margherita sarebbe stata inevitabilmente di …morire socialisti.
giovedì 27 novembre 2008
BARACK OBAMA, PRESIDENTE ELETTO USA

domenica 16 novembre 2008
UDC. Ma chi è lo sposo ?
In questi ultimi giorni, dopo il risultato elettorale della provincia di Trento, si sono accavallate una serie di notizie. Spesso contraddittorie. Ma tutte riguardanti la collocazione dell’UDC nelle prossime elezioni amministrative.
Archiviato il caso Abruzzo con un brutale “niet” alla partecipazione dell’UDC alla cordata di centrodestra (però sarebbe giusto conoscere un po’ più nel dettaglio i retroscena),
- si registra un caldo invito dell’on. Fitto (FI) alla partecipazione dell’UDC, col suo simbolo, ad una coalizione di centrodestra per le regionali in Puglia, cui fa da controaltare la dichiarazione del Ministro Ronchi (AN) che dice non volersi alleare con chi parla male dei Presidenti dei due rami del Parlamento.
- contemporaneamente in Lombardia, l’UDC lombarda toglie l’ipotizzato sostegno all’alleanza con Penati (PD) e dichiara di voler correre da sola per tutte le amministrazioni locali ma…è pronta ad allearsi in una coalizione di centrodestra se il PdL da la sua disponibilità.
- in Veneto si dice chiaramente che se l’UDC non dichiara la sua fedeltà futura gli assessori UDC se ne debbono andare dalla Giunta Galan.
- l’on. Vannino Chiti (PD) dipinge il nuovo scenario del centrosinistra in cui gli assi portanti sono costituiti da PD ed UDC.
- analogamente il Presidente della provincia di Viterbo, ipotizza l’entrata nella giunta di centrosinistra di esponenti UDC.
- i rumors indicano l’on. Pezzotta (UDC) quale candidato sindaco di Bergamo in contrapposizione al candidato di centrodestra; Pezzotta non correrebbe per il centrosinistra (menomale….), ma per una Lista della Rosa per l’Italia. Tuttavia, dato per scontato che Pezzotta non arrivi al ballottaggio, uno spiritello maligno dice che quei voti Rosa saranno un bel regalo al centrosinistra. Comunque l’UDC Bergamo dove si metterà alle elezioni comunali, da sola o nella coalizione di centrodestra
La descrizione potrebbe continuare a lungo perché ogni parte d’Italia è una realtà a se stante senza un minimo comune denominatore.
Alcune cose sono, tuttavia, evidenti:
- alcuni esponenti rappresentativi del PD stanno facendo la corte all’UDC per colmare il vuoto pneumatico ed il vicolo cieco in cui si trova il PD;
- Forza Italia, dopo aver perso la battaglia di eliminare l’UDC, (vedi blog Il Legno Storto), sta cercando di recuperare il rapporto;
- AN e Lega Nord sono contrari alla costituzione di un’alleanza di centrodestra comprendente l’UDC.
In questa situazione emerge l’assenza di iniziativa e linea politica dell’UDC (salvo le battute che lasciano il tempo che trovano). Forse – e non credo di chiedere troppo - sarebbe opportuno smetterla con la politica dei due forni ed affermare pubblicamente che l’UDC, quantomeno a livello locale e regionale, trova la sua collocazione politica nell’area di centrodestra e non tresca con il PD.